La Grecia tra incudine e martello
Nessuna conclusione della crisi greca in questa settimana, le autorità europee continuano nella strategia di fissare scadenze ravvicinate considerando che qualche Paese, leggi Olanda, Finlandia e Germania, continuano a bloccare l'erogazione del prestito nonostante la manovra “lacrime e sangue” approvata dal parlamento greco.
Per tale motivo il cambio EUR/USD ha perso posizioni da 1.3300 a 1.2974 per poi rimbalzare nella giornata di giovedì, su alcune news a favore del finanziamento della Grecia, riguadagnando circa metà del ribasso.
Oggi si riunirà, di nuovo, l'Eurogruppo sulla vicenda greca e se venisse dato il via libera al finanziamento potremmo assistere ad un'accelerazione del cross EUR/USD in direzione di 1.3400
Diversamente, se nessuna decisione venisse presa oggi rimandando il tutto al summit di inizio marzo potremmo assistere ad una correzione in direzione di 1.2800 ma si potrebbe arrivare anche oltre, verso 1.2600.
La sterlina si riaggancia all'euro
Il cable risulta di nuovo correlato al cambio EUR/USD entrambi, scendono e salgono insieme. Ma c'è un comportamento anomalo da registrare sulla sterlina, quest'ultima va a rialzo dietro la pubblicazione di dati macro positivi mentre non scende in caso di dati macro negativi.
Evidentemente, market mover della valuta del Regno Unito rimane la situazione greca e di conseguenza dell'Euro zona.
L'Inflation Report, pubblicato questa settimana ha rafforzato i rischi di escursione a ribasso per la crescita e per l'inflazione, ma non ha influito sul valore della sterlina. Questa settimana verranno pubblicati i verbali della BoE che riporteranno come hanno votato i membri del board relativamente all'aumento dell'APF, ci attendiamo che il voto sia stato unanime; ma comunque non dovrebbe essere un market mover.
Per questa settimana ci attendiamo ancora movimenti del cable agganciati ai movimenti del cambio EUR/USD.

Lo yen si sblocca
Dopo l'inflation target decretato dalla BoJ e l'ulteriore quantitative easing, abbiamo assistito allo sblocco della situazione di lateralità che da troppo tempo ormai teneva intrappolato il cambio USD/JPY. Quest'ultimo ha vissuto un rialzo di 400 pips circa rompendo i massimi del 31 ottobre, giorno in cui la banca centrale nipponica era intervenuta sul mercato vendendo yen ed acquistando dollari riuscendo per qualche ora a tenere i prezzi sopra 79.00
Crediamo che finalmente siamo di fronte alla tanto attesa inversione ribassista, di cui parlavamo da qualche settimana in questa analisi, senza il bisogno della conclusione della risk aversion per la “messa in sicurezza” della Grecia. Quando questa avverrà potrebbe dare ulteriore spinta rialzista alla divisa giapponese, mentre un eventuale aggravarsi della questione potrebbe rallentare i rialzi senza annullare il movimento.
Cosa avviene questa settimana?
I dati da tenere d'occhio questa settimana:
- Riunione straordinaria Eurogruppo sul finanziamento Grecia (lunedì)
- Mercati USA chiusi per il President's Day (lunedì)
- Fiducia consumatori euro (martedì)
- PMI manifatturiero euro (mercoledì)
- Vendita case esistenti USA (mercoledì)
- Verbali della BoE (mercoledì)
- Indice IFO tedesco (giovedì)
- Fiducia dei consumatori italiani (giovedì)
- PIL tedesco (venerdì)
- PIL Regno Unito (venerdì)
- Indice fiducia famiglie Univ. Michigan (venerdì)
- Vendite nuove abitazioni USA (venerdì)
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Staff Community Forex

